giovedì 7 marzo 2013

e si parla ancora di Monet, parte 2


......
Un violento litigio con il padre ha per conseguenza la perdita di ogni aiuto economico per Claude, che torna a Parigi. Qui, per la prima volta è ammesso al Salon con due sue marine, "Il molo a Honfleur" e "La foce della Senna a Honfleur" della quale il critico Paul Mantz scrive nella Gazette des Beaux-Arts che

"non la dimenticheremo più. Eccoci interessati a seguire nei suoi tentativi futuri questo sincero autore di marine"

lodando la sua maniera ardita di vedere le cose, i tocchi fitti e rapidi sull'acqua e le pennellate spesse nella rappresentazione delle nuvole.
Trasferitosi in una pensione di Chailly nei pressi del bosco di Fontaibleau comincia a lavorare alla "Colazione sull'erba" ispirata all'analogo, famoso, dipinto di Manet. L'intenzione è di dipingere una grande tela di sei metri per cinque e posano per lui la sua fidanzata Camille Doncieux e Bazille, l'uomo sdraiato a destra, mentre il personaggio seduto in primo è stato identificato come il pittore Lambron o Courbet.

Eccoli sotto entrambi, Monet (1865-1866) e Manet (1862), oggi entrambi al Musèe d'Orsay - Paris.




Incredibilmente, il dipinto non piace a Courbet e Monet lo lascia incompiuto come pegno per il pagamento della pensione. Lo riprenderà nel 1884 in cattive condizioni. Ne esiste una replica (o uno studio), di piccole dimensioni e con alcune varianti, eseguita nel 1866 ed ora al Museo Puskin di Mosca. La differenza tra Monet e lo stile di Courbet è il raggiungimento di una scioltezza e fluidità spinte, un modo decisamente nuovo di intendere la pittura. Ecco la versione del Puskin:



Monet non amava i classici esempi della pittura, tanto da non entrare quasi mai al Louvre: la sua cultura artistica era limitata, ma compensava egregiamente con il vantaggio di poter guardare alla natura, l'unica e assoluta fonte della sua ispirazione. La sua visione è immediata, ignora volutamente la tecnica, il rilievo ed il chiaroscuro degli oggetti concentrandosi sull'impressione che per prima arriva agli occhi. 

Inizia a dipingere all'aperto un altra sua pietra miliare, "Donne in giardino" (1866) dove Camille è l'unica modella delle tre donne rappresentate nel dipinto; rifiutato l'anno dopo dal Salon, gli viene comprato da Bazille per 2.500 franchi. Tornato molti anni dopo in possesso di Monet, lo venderà nel 1921 allo Stato francese per 200.000 franchi. Una ripresa fotografica del giardino gli ha suggerito la profondità dello spazio ma Monet è interessato soltanto ai piani e ai colori.



Nasce il figlio Jean e Monet va a Parigi, abitando con Renoir e Bazille. Nel 1868 espone ancora al Salon e si trasferisce con Camille e il figlio prima a Fècamp e poi a  Etretat. Per sfuggire ai creditori è aiutato da Renoir e dal mercante Gaudibert, che gli compra delle tele, gli commissiona il ritratto della moglie e gli procura una casa a Saint-Michel, presso Bougival sulla Senna, dove abita insieme con Renoir. 

Da qui in poi è storia dell'arte, quella vera. Inizia una serie di dipinti incredibili, che vanno dritti agli occhi e poi al cuore. Ma il resto al prossimo post.....


2 commenti:

  1. Un bacione e buon 8 marzo!

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  2. Bellissimi anche questi dipinti di Monet..sono scene di vita deliziose. Bacioni :)

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grazie per il tuo intervento, è prezioso per me!

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